Eros e Thanatos: amore e morte

Eros e Thanatos: amore e morte

Non è un caso che nella storia della letteratura italiana, ma non solo, l’amore e la morte si trovino l’una al fianco dell’altra.
Ogni qualvolta ci troviamo privati di una persona cara il nostro amore per  quest’ultima da un lato ci appare adesso come un peso da sopportare o di cui liberarci, dall’altro lato non fa che rafforzarsi.
In ambito psicanalitico, con Freud, esse vengono considerate come due pulsioni opposte, la prima tesa alla conservazione e al processo creativo, la seconda tesa alla decadenza e all’annichilimento. Ma ben prima che lo psicologo più famoso ne desse una definizione nel suo saggio ‘’Al di là del principio di piacere’’, esse erano un topos letterario radicato nei secoli che vede in questo dualismo non un contrasto ma la tendenza ad una consequenzialità atta a creare la nostra identità.

La lirica italiana

Uno dei primi scrittori italiani ad occuparsi di questo tema fu Cavalcanti che vede l’Eros legato all’immanenza e quindi circoscritto alle sensazioni terrestre, rendendo pertanto Thanatos qualcosa  di più vicino di quanto si possa credere. Egli fu fortemente suggestionato dalle credenze del tempo ed in particolare quelle relative agli ‘’spiritelli’’ (le facoltà vitali) che venivano sconvolte dall’amore, portatore di caos.
Ed è per questo che per il poeta la Morte è prima di ogni altra cosa qualcosa di spiritual, un Eros devastante come quello descritto da Dante nel V canto dell’Inferno, lo stesso che crea una bufera che trascina con sé le anime di coloro che si lasciano soggiogare, che lasciano che la ragione venga meno.
Naturalmente nessuno di noi è Guido Cavalcanti e men che meno Dante Alighieri, ma è importante che nel mondo vi sia della poesia e che il nostro addio venga reso migliore attraverso una corretta tumulazione, come quella realizzata dalla Verano Servizi.

Leopardi: i ‘’fratelli’’

In molte opere di Leopardi vediamo la presenza dell’amore e della morte, elementi che trovano la loro massima espressione nel ciclo di Aspasia.
Per il grande poeta Eros e Thanatos vanno desiderati allo stesso modo e questo dimostrerebbe il legame genetico tra i due, legame genetico perché fratelli, entrambi portatori di piacere: l’Amore amplifica le sensazioni e la morte le fa cessare.
La morte è sicuramente qualcosa in grado di sconvolgere anche gli animi più forti, nonostante tutte le notizie che quotidianamente sembriamo costretti ad ascoltare, nonostante quello che la storia ci racconta, nonostante sia qualcosa che conosciamo fin dalla nascita del nostro pensiero, la morte sarà sempre in grado di scombinarci le vite.