La cimice dei letti: un piccolo grande nemico della salute

Piccole, ripugnanti,quasi il simbolo esatto della sporcizia e del disgusto: le cimici dei letti sono state per moltissimo tempo delle sgradite, costanti compagne delle notti di tutti coloro che si trovavano a vivere in ambienti poveri e degradati, ma erano presenti anche spesso perfino in case appartenenti a gente benestante. La loro presenza, almeno nei Paesi industrializzati, sembrava essere scemata fino quasi a far sperare in una loro definitiva estinzione dopo la seconda guerra mondiale, grazie all’impiego di nuovi insetticidi come il DDT e alle migliorate condizioni igieniche; purtroppo, da una ventina d’anni, c’è stata una recrudescenza del problema, e questi insetti sono tornati ad infestare case, alberghi, treni e ospedali.

A renderle un così sgradito infestante degli ambienti in cui abitiamo è il fatto sfortunato che prosperano nelle stesse condizioni di temperatura e umidità ideali per noi; poiché le femmine spesso depongono le uova in fessure dove sia possibile nasconderle, i nostri letti sono per loro un rifugio perfetto. E siccome questi piccoli insetti ovali, piatti, e rossastri si nutrono di sangue, trovarseli in casa significa l’aprirsi di una lotta spietata, per l’igiene e per la salute.

La puntura è infatti di per sé innocua (l’intero animale non supera i 7 mm di lunghezza, e quindi non sono certo le sue mandibole a poter ferire seriamente un essere umano) ma purtroppo la saliva delle cimici contiene proteine ed enzimi che con grande facilità attivano reazioni allergiche o immunogeniche, in una gamma che va da eventi minori come prurito insopportabile e arrossamento a conseguenze gravi come la formazione di pustole e altre reazioni ematologiche, fino anche nei casi più gravi e sfortunati ad uno shock anafilattico. Non sembrano per fortuna esserci rischi di trasmissione diretta di malattie, nonostante le cimici portino svariati patogeni umani; purtroppo però ci sono buoni indizi che le punture possano portare all’anemia e ad una generale depressione del sistema immunitario, e gli allergeni volatili sono una possibile causa di asma bronchiale.

Per il trattamento delle punture, purtroppo i corticosteroidi che sono di normale profilassi non sembrano dare risultati di particolare entità; talvolta l’idrocortisone applicato topicamente può ridurre in parte il prurito e le lesioni. Il prurito può essere talvolta attenuato anche con l’applicazione di antistaminici, e in generale pare essere di grande giovamento l’applicazione del calore, ad esempio con panni imbevuti d’acqua a 50° C, direttamente sulle zone punte. Non è chiaro il meccanismo dietro questo sollievo; le ipotesi più gettonate sono la saturazione dei nervi da parte del calore, che impedirebbe loro di trasmettere il prurito, la degradazione per elevata temperatura delle proteine irritanti, e infine la stimolazione da calore della produzione di istamina da parte dell’organismo.